Non starò a raccontarvi delle storie

Menu

Della stilografica e degli ippopotami: come è difficile evitare la tecnologia

Dice che quando il direttore non c’è i topi ballano. Io non è che abbia proprio la physique du rôle del topo, perciò con colpevolissimo ritardo arrivo con questo nuovo intervento. Complice il mio animo hacker mi sono direttamente infiltrato sul sito FN, lasciando all’onnipotente Direttore[1] il solo compito di premere il pulsante “pubblica”.

Guarda un po’ cosa tocca fare per ottenere il perdono per appena dodici mesi di ritardo.

 

Direttore allegro

In 12 mesi accadono tante cose. Per esempio si incontra il Direttore dal vivo e lo si fotografa in modo da rispettarne e la privacy e la vivacità.

Comunque, chiudendo le mie solite promesse sconclusionate, capita che dall’ultimo pezzo (a giugno) ne siano successe un’infinità. Una di queste buone notizie è una nuova relazione (di cui ovviamente non parlerò, fatevi i fatti vostri cari lettori, questo non è il Grande Fratello).

Il fatto però di vivere un’esperienza romantica in Norvegia stimola un paio di riflessioni che penso possa essere interessante condividere (giuro che a breve arrivo al punto “stilografica”).

Definiamo i contorni del problema. Io dopo aver vissuto a Bodø sono appena arrivato ad Oslo (aggiornamenti in arrivo in merito [forse]). Capita che la dolce metà, che per amor di brevitas e privacy accorceremo in 1/2🍬”, viva a Bergen.

La dolce metà

Per i miscredenti, in una foto che rispetta il mio sabaudo senso di riservatezza: la prova che la dolce metà esiste.


Confesso di non ricordare se in passato vi ho narrato almeno in parte della geografia della Norvegia. Il mappamondo non rende giustizia, vicino ai poli le cartine deformano o semplicemente mentono[2].  Ma quanto è lungo allora il Regno di Norvegia? È un po’ complicato piegarlo senza tediarvi troppo con numeri, ma un po’ di paragoni dovrebbero rendere l’idea. Fra il punto più a Sud del paese, il faro di Lindesnes,  a uno di quelli più settentrionali, il famoso Capo Nord[3], ci sono 2450 km circa di strada da fare. Questo se si sceglie la via breve, attraverso la Svezia. Per fare un paragone dal Brennero a Siracusa ci sono circa 1500 km.

Mi ripeto per darvi modo di apprezzare il concetto: la distanza fra il punto più a Sud e quello più settentrionale della Norvegia è pari alla distanza fra Oslo e Roma. Provate per credere, Google Maps o Viamichelin.it esistono per aiutarvi.

La questione fu spinosa nel mio caso perché Bodø e Bergen sono due delle pochissime città di Norvegia, separate da giusto 1500 km di strada (per fortuna poco più di mille chilometri in linea d’aria). Fatto sta ed è che io e 1/2🍬 abbiamo una piccola sfida a mantenere in piedi la baracca, complice il fatto che io sono il Brennero e lui è la Siracusa de noaltri.

Ma come risponde il bravo emigrato alle sfide? Con creatività, e possibilmente con stile.

Ho deciso di iniziare una corrispondenza postale. Nel 2015. In Norvegia.

Il paese dove mia nonna ospitante, classe 1938, non si perde un’occasione su Facebook per chiedermi dove ero quando ho preso la tale foto che ho pubblicato. Il paese dove se non hai uno smartphone non esisti. Il paese secondo tutta una serie di ricerche con la più alta percentuale di penetrazione tecnologica in Europa[4].

Fu dunque così che il giulivo Emanuele si apprestò alla sfida, sembrava facile: carta, penna, busta, francobollo e via.

Problema numero uno. Non scrivo una lettera lettera (fisica) da dieci anni.

Problema numero due. Sono un tipo romantico (nel senso letterario del termine, quasi mitico) e mi sento molto Don Chisciotte nel dover spiegare a chi mi sta intorno cosa serve e perché. La sensazione è un po’ quella di andare da Euronics a chiedere se hanno un acciarino.

Problema numero tre. Se scrivo a mano, da ex giornalista lo faccio in tre modi, ognuno connesso al suo accessorio preferito.

Situazione a) prendo appunti a casaccio → posso usare la qualunque biro purché sia frutto di un’appropriazione indebita (avete mai notato che attorno agli scribacchini professionisti le penne a sfera scompaiono? Sono la versione umana di un buco nero, ma invece di rallentare la materia e la luce si limitano ad una BIC, magari una Pilot nei giorni fortunati)

Situazione b) prendo appunti altrettanto a casaccio ma qualcuno mi ha fottuto la penna → uso la matita, il piano di riserva perfetto, a quanto pare non ricade nelle categorie di attrazione dei buchi neri.

Situazione c) scrivo in bella copia → mi serve la stilografica.

Ora, riagganciandomi alla già nominata passione per la tecnologia tutta norvegese, è facile intuire che non è proprio facile trovare una stilografica in Norvegia. Da qualche parte ad Oslo, una stilografica Mont Blanc come status per fare una firma su un contratto me la posso anche immaginare. Ma nella piccola e nordica Bodø (50.000) dire che cerchi  una fyllepenn che sia pure abbordabile è sacrilego. Giuro che nell’unico negozio che vende materiali d’ufficio il commesso mi ha guardato come se stessi chiedendo un cucciolo di ippopotamo.

Fu così che per arrivare all’obbiettivo della penna stilografica ho perso mesi in cui ho dovuto optare per altre tecniche. E poi alla fine ne ho recuperata una di seconda mano, usato sicuro, da mio padre (non ho preso l’aereo solo per quello ma quasi).


Da quel momento in poi le lettere sono venute benissimo. Scrivo sempre come una gallina. I norvegesi che mi vedono con una stilografica prima cercano i segni del mio ovvio ictus e poi finiscono per credermi un hipster.

Però provo quella strana sensazione di potere, come se improvvisamente, ciò che scrivo mi appartenesse davvero, in una maniera più profonda.

Nel frattempo la Norvegia inizia ad abolire l’uso dei contanti nelle banche[5].

[1] (ma Federico, direttore, ci va la maiuscola o no sul direttore?)

[2] Ogni rappresentazione cartografica introduce necessariamente delle distorsioni, nel tentativo di rappresentare in piano ciò che è in effetti sferico. Le carte che utilizziamo più comunemente usano forme di proiezione della superficie terrestre che introducono delle deformazioni più ci si allontana dall’equatore.. Un’alternativa interessante è la proiezione di Gall Peters che prova al contrario a mantenere le costanti le superfici.

[3] Con i suoi 71° 10’ 21’’ di latitudine non è in effetti il punto più a nord di Europa. Poco più di un chilometro più avanti si trova il Knivskjellodden.
[4] http://www.abcnyheter.no/nyheter/2011/04/05/128781/nordmenn-mest-teknokate-i-europa
[5] http://www.nrk.no/ostlandssendingen/nordea-slutter-med-kontanter-1.12628982

Oslo, gli ultimi post.
FN, tutti gli ultimi post