Non starò a raccontarvi delle storie

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Ancora sulla Nave di Teseo

nave_teseo

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Forse ho capito.
Nella cartolina precedente
sulla Nave di Teseo,
mi dicevo:
ma perché?
ma perché?
ma perché?
ma perché mai, mi dicevo,
nuova casa editrice che ti vendi come
la meglio figa del bigoncio,
esci con un progetto grafico che è meglio
dire banale
per non dover dire copiato?
Ma poi ecco altre cartoline di altre due uscite
della Nave di Teseo, m’arrivano in buca.
E, come un’epifania,
una rivelazione,
uno spatasciunfète,
ho capito.
Nulla capimmo, spiriti stolti e bui,
è questa un’operazione di raffinato citazionismo.
La nuova casa editrice,
la Nave di Teseo, vuole radicarsi nella tradizione
dell’editoria contemporanea,
fatta di sostrati e variazioni, omaggi e richiami.
Nasce non arrogante ma modesta e umile e dice
ma chi sono io per inventarmi qualcosa?
Non c’ha insegnato il Secolo breve che nulla s’inventa
ma solo si reinterpreta?
E così ecco che usciamo con una copertina Einaudi tascabili di una
decina d’anni fa;
poi ti esco con una nottetempo pre-nuovo restyling, un omaggio al tempo che passa;
poi torno all’Einaudi e al quadrato iconico, ai Saggi che tutti abbiamo amato.
Non è quindi, come pensammo, ignorantoni,
una casa editrice come le altre:
è un compendio di storia dell’editoria italiana contemporanea,
reinterpretata, in meglio,
naturalmente.

Un saluto.
A presto,
FN

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