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LA VITA SESSUALE DEI NOSTRI ANTENATI, di Bianca Pitzorno


La vita sessuale dei nostri antenati. Bianca Pitzorno, Mondadori 2015

Avvertenze, di Caterina da Padova, 18

Illustrazione per "Avvertenze", di Caterina di Padova (Liz Taylor in The Taming of the Shrew, 1967)

Finalmente lo so

 

“Adesso finalmente Ada sapeva com’era, al di la’ di ogni altra esperienza o paragone. Come essere scagliata su una stella attraverso il vuoto siderale, nero e luminoso, ghiacciato e rovente allo steso tempo. Come sollevarsi in aria e raggiungere in una frazione di secondo, dilatata all’infinito, il soffitto…e fermarsi a guardare dall’alto il letto in disordine e i due corpi tra le lenzuola attorcigliate”.

Non pensiate di leggere l’ennesimo capitolo di E.L. James o il testo rinverdito della nota canzone di Gino Paoli. Non lo indovinerete mai, scaltri lettori. Questo è un passo clou dell’ultimo, possente, romanzo di Bianca Pitzorno, in cui la protagonista, Ada, di esplicita derivazione nabokoviana, vive per la prima volta un orgasmo soddisfacente.

Inedite corde toccate dalla Pitzorno che con i suoi quasi 22 titoli, è stata la madrina di battesimo di tante bambine dai dieci anni in giù. Testi brevi dove sfacciate ragazzine hanno sfidato tanti luoghi comuni, dal semplice fatto di dire cacca o pipì, al coraggio fisico e indomito di guerriere in panni moderni.

Complice la maturità avanzata, o chissà, qualche sbadato suggerimento editoriale, la pluripremiata scrittrice per bambine ha pensato di scrivere un romanzo.

Avvertenza messa ben in chiaro nel suo sito perché eventuali sventurate piccole lettrici non suggeriscano alle loro madri di acquistare il nuovo tomone. Finalmente libera di parlare di quello che succedeva nelle alcove delle sue ave, Pitzorno costruisce un’immensa impalcatura di dubbio gusto, per raccontare le disavventure sentimentali e erotiche della quasi quarantenne eroina, antipatica come un personaggio di Antonia Byatt.

Docente universitaria a Bologna, attiva in tutti i collettivi femministi, Ada, ancora tonica, sapiente nel vestire, sferzante nel parlare, è giunta ad un bivio. Orfana di padre e madre, è stata allevata dallo zio libertario nella grande casa di campagna. Non ha voluto figli, con il compagno il rapporto si trascina stancamente perché, forse, non è bello, moro e dolente come Julien Sorel; ora vede compiersi la magica agnizione nel rapporto occasionale con un giovane fauno, testuale, incontrato in un cesso del college di Cambridge dove è ospite come conferenziera in un convegno sui morti che parlano con i vivi.

Risparmieremo le dotte descrizioni delle relazioni pronunciate, quella di Ada naturalmente verte sul silenzio della donna nell’antichità, ma ci concentreremo sulla portata erotica devastante di quell’unico rapporto. Da cui Ada esce cambiata e pure incinta (il figlio lo perderà nella acque greche un mese più tardi). Il piacere travolgente del corpo rimette in discussione le basi su cui ha sempre poggiato il suo essere razionale, la certezza di trovare in se stessa la capacità di essere “vigile, attenta, divertita, qualche volta infastidita, sempre e comunque critica”. Discenderà per Ada la necessità di un diverso cammino, l’urgenza di guardare alla cose di famiglia meno ovvie, più nascoste, alla ricerca di donne sorelle, non intimorite dalla tempesta della vita.

Se voleva il feuilleton (che dice di adorare) non ci è riuscita, se voleva scandalizzare, bè, allora proprio non ci siamo, se voleva mostrare tutte insieme le sue doti di narratrice e divulgatrice letteraria, non si fa così. Se addirittura, come sembra, voleva farne un testo politico per raccontare una storia di lotte di genere, allora bisognerebbe proprio ricacciarle in gola il sessantotto di Lidia Ravera che, in fondo, almeno fa ridere.

L’infelicità di questa operazione getta, purtroppo, un’ombra sinistra sul lavoro di questa maestra che generazioni di insegnanti hanno consigliato, sicure di non sbagliare, alle loro allieve. Se il suo immaginario è così irrigidito e formalmente tanto poco complesso, allora le sue Polissene, Lavinie e Clorifille ci sono un po’ meno simpatiche

 

Avvertenze, di Caterina da Padova

18. La vita sessuale dei nostri antenati. Bianca Pitzorno, Mondadori 2015

Illustrazione per "Avvertenze", di Caterina di Padova (Liz Taylor in The Taming of the Shrew, 1967)

La vita sessuale dei nostri antenati / Bianca Pitzorno /cartaceo, brossura con bandelle: 458 p., 19 € | ebook (epub con DRM): 9,99 ; Mondadori, Milano 2015

(chi ha pagato il libro? FN, su indicazione di Caterina Da Padova)

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